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Dislessia… facciamo chiarezza.

Dislessia… facciamo chiarezza.

La dislessia evolutiva e i disturbi specifici dell’apprendimento (disortografia, discalculia) sono disturbi di natura neurobiologica che ostacolano l’apprendimento e l’efficienza della lettura, della scrittura e del calcolo in bambini con normale intelligenza e indenni da malattie neurologiche o da deficit sensoriali. La dislessia evolutiva riguarda circa il 4% della popolazione al di sotto dei 14 anni ( in Italia circa 280.000 minori); almeno il 2,5% della popolazione totale mantiene difficoltà di lettura di vario grado (in Italia 1.500.000 soggetti).

Su 10 soggetti affetti da dislessia evolutiva circa 2 recuperano completamente entro l’età dell’obbligo scolastico, 5-6 con molte difficoltà arrivano a compensare il disturbo, 2-3 hanno disturbi persistenti che ostacolano significativamente il percorso scolastico e lavorativo.

Per la diagnosi si fa riferimento alle Linee Guida della Società Italiana di NeuroPsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA). Per fare diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento è necessario valutare le componenti cognitive, psicologiche, neurologiche, sensoriali, neuropsicologiche.
Necessitano quindi le seguenti figure professionali: Neuropsichiatra Infantile, psicologo, terapista del linguaggio (i terapisti del linguaggio non possono autonomamente arrivare a conclusioni diagnostiche). L’indagine deve essere condotta attraverso una testistica validata e standardizzata.

La variabilità individuale dei soggetti e la possibilità di compensazione delle difficoltà durante il primo ciclo elementare suggeriscono che la diagnosi di dislessia evolutiva venga effettuata solo a partire dalla fine della 2° elementare. Tuttavia, è possibile e auspicabile l’individuazione precoce di elementi di rischio in seconda infanzia e all’inizio del ciclo elementare, in particolare la presenza nell’anamnesi di disturbi specifici di linguaggio.
L’ 80% dei bambini che arrivano in prima elementare con disturbi fonologici ha significativi ritardi nel processo di automatizzazione della lettura e della scrittura.

La diagnosi e il trattamento dei disturbi specifici del linguaggio in 2° infanzia costituiscono l’intervento “preventivo” maggiormente efficace. Sono inoltre già stati sperimentati, con risultati decisamente positivi, programmi di screening nelle prime classi della scuola elementare per l’individuazione di soggetti a rischio, con specifici sintomi e deficit nelle prime fasi di apprendimento della lingua scritta, seguiti da attività specifiche di recupero (da realizzarsi in ambito scolastico), retest ed invio alle strutture NPIA di soggetti che permangono nella fascia “a rischio”.

Per saperne di più, clicca sui link sottostanti —->>

 

http://www.centroricreazione.it/ambiti-di-intervento/dsa-e-bes/metodo-studio-dsa/

http://it.wikipedia.org/wiki/Dislessia

 

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